
Solaris* n.3
Edizioni Cagliostro ePress
http://www.cagliostroepress.com/epublishing/e-publishing.asp?id=2
Contiene:
Doctor Who (5 pagine): articolo di presentazione della serie a cura di Michele Amadesi
Quarta di copertina: “Oltrecosmo II” di Michele Amadesi.
Se un giorno qualcuno vi chiedesse qual è la saga fantascientifica televisiva più longeva della storia della televisione, cosa rispondereste d’istinto? Molto probabilmente Star Trek.
E sbagliereste.
In testa a questa particolare classifica svetta un bizzarro alieno umanoide del pianeta Gallifrey, conosciuto semplicemente come “il Dottore”.
Doctor… who?
Sebbene qui in Italia Doctor Who non goda di particolare notorietà (la RAI trasmise solo una manciata di episodi della serie classica, e la nuova serie viene al momento trasmessa solo sul canale satellitare Jimmy), in Gran Bretagna (e in molti altri paesi anglofoni) è una serie di culto, oramai fortemente radicata nell’immaginario e nella cultura popolare.
Ma chi è il Dottore, esattamente?
È un alieno, un Time Lord (Signore del Tempo) del pianeta Gallifrey, che viaggia nello spazio-tempo, assieme a compagni di viaggio (spesso una donna) più o meno duraturi, a bordo della sua nave, il TARDIS (acronimo che sta per Time And Relative Dimensions In Space), che ha la strana forma di… una cabina telefonica pubblica della polizia inglese degli anni ‘50! Tra le tante meraviglie custodite dal TARDIS, vi è un circuito di “occultamento” che permette alla nave di camuffarsi con l’ambiente circostante: il circuito è da tempo guasto e quindi il TARDIS è bloccato in questa bizzarra forma. Al contrario, l’interno della nave è vastissimo: potere della tecnologia dimensionale dei Time Lord!
Un altra caratteristica importantissima dei Time Lord è la loro capacità rigenerativa: in punto di morte possono effettuare una rigenerazione del corpo a livello cellulare, ritrovandosi in un corpo nuovo di zecca, dall’aspetto diverso, come lo sono anche i modi di fare e la personalità. Tale processo è ripetibile per un massimo di dodici volte. Questo potere venne introdotto nel 1966, quando l’attore William Hartnell abbandonò il ruolo (in parte per motivi di salute) e così una esigenza tecnica tipica della serialità televisiva venne sfruttata come caratteristica narrativa Questa semplice trovata ha permesso alla serie di poter mutare caratteristiche, ambientazione e stile narrativo a seconda degli attori coinvolti, rendendola capace di “rigenerarsi” essa stessa nel corso degli anni. Non a caso la serie classica durò la bellezza di 26 anni, con sette attori a succedersi nel ruolo del Dottore.
Sebbene non disponesse di effetti speciali mirabolanti (che erano praticamente inesistenti, e la finzione dei mostri – palesemente dei pupazzi – era ben visibile), la vera forza della serie stava nelle sceneggiature, curatissime, e spesso dei veri gioielli di narrazione fantascientifica. Per darvi un’idea della qualità delle storie, basti dire che negli anni ‘70 faceva parte dello staff creativo Douglas Adams… proprio l’acclamato creatore della Guida Galattica per gli Autostoppisti.
Gli anni ‘80 segnarono l’inizio del declino della serie che culminò con la chiusura della stessa nel 1989. Nel 1996 fu tentato un rilancio sotto forma di film per la tv co-prodotto con gli americani, con l’attore Paul McGann come Ottavo Dottore e Eric Roberts come sua nemesi. Questo ibrido piacque poco su entrambe le sponde dell’Atlantico e non ebbe seguito. Solo nel 2005 il Dottore sarebbe tornato alla grande con una nuova serie!
1-continua