Se il successo di uno show è misurabile dal numero di parodie a
esso dedicato, possiamo essere certi del successo e dell’impatto
culturale della saga di Star Trek. Le parodie, gli sketch e le battute
che coinvolgono l’equipaggio dell’Enterprise sono ormai incalcolabili,
ed elencarle tutte in questa sede sarebbe impossibile. Tra
le più memorabili non si può non citare “The Last Voyage of the
Enterprise”, dove nel Saturday Night Live uno scatenato John Belushi/
Kirk assiste impotente allo smantellamento del set di Star
Trek da parte degli uomini della produzione. La prima di una serie
di parodie che vedranno partecipare anche i due reali capitani,
William Shatner, e Patrick Stewart. Tra i tanti, vanno citati altri due
grossi atti d’amore nei confronti di Star Trek: il lungometraggio cinematografico
Galaxy Quest e la serie animata Futurama. Galaxy
Quest, con Sigourney Weaver e Tim Allen, è nella sua interezza una
parodia del fenomeno Star Trek. La trama vede protagonisti il cast
di un telefilm fantascientifico da anni cancellato, Galaxy Quest,
che vivacchiano partecipando alle convention dei fan, che mal
sopportano. La loro vita cambia quando vengono rapiti da un popolo
alieno i quali, captando le trasmissioni del telefilm, li credono
eroi spaziali e ne richiedono l’aiuto contro un malvagio popolo
alieno.
Il secondo grande atto d’amore per Star Trek è opera di Matt Groening,
nella sua serie animata Futurama, ambientata in un folle anno
3000. Le citazioni di Star Trek sono all’ordine del giorno, con un
personaggio, Zap Brannagan, che è la parodia di un capitano Kirk
ai limiti estremi della “piacioneria” del personaggio originale. E
con un intero episodio, “Where No Fan Has Gone Before”, in cui i
personaggi di Futurama incontrano l’equipaggio dell’Enterprise
originale, con la riproposizione di tutti i tormentoni della Serie
Classica. In effetti la Serie Classica detiene il record di parodie all’interno
del franchise Trek, anche se The Next Generation con il
passare degli anni, sta collezionando i suoi omaggi.
Ma anche fuori dagli USA le parodie Trek dilagano e una in particolare
è assurta ormai al ruolo di cult.
Sto parlando di Star Wreck, una saga parodistica creata dal finlandese
Samuli Torssonen, il cui ultimo capitolo, Star Wreck: In the
Pirkinning, è diventato un vero e proprio caso, dentro e fuori internet.
La saga di Star Wreck comincia nel 1992, con una semplice animazione
bidimensionale, dove tre navi stellari si sparavano tra di
loro, commentate da voci fuori campo.
Star Wreck narra le avventure di James B. Pirk (il cui nome riprende
il personaggio James T. Kirk della serie Star Trek, ed è interpretato
da Samuli Torssonen stesso), capitano della nave stellare
C.P.P. Potkustart (in inglese C.P.P. Kickstart). I principali personaggi
di Star Trek hanno la loro controparte nel Wreckverso
(Fukov, Spook, Dwarf e Info sono ispirati rispettivamente a Pavel
Chekov, Spock, Worf, e Data). I primi quattro capitoli (Star Wreck,
Star Wreck II: The Old Shit, Star Wreck III: Wrath of the Romuclans,
Star Wreck IV: The Kilpail) sono film realizzati totalmente in computer
grafica, sempre più sofisticata, ai cui personaggi prestano
la voce Torssonen e il suo gruppo. In questa fase prendono vita i
tormentoni della serie, che vede Pirk e la sua ciurma lottare contro
i malvagi Plingon e i Romuclan.
Con Star Wreck V: Lost Contact (seguito da un Star Wreck 4fi:
Weak Performance, nato come “divertimento” dello staff, e, a detta
dello stesso Torssonen, il più debole della saga) iniziano i film
veri e propri, interpretati da attori in carne e ossa. Ovviamente il
ruolo di Pirk è appannaggio di Samuli Torssonen. Star Wreck V è
naturalmente la parodia di Primo contatto: i Korg intendono impedire
il primo contatto con i Vulgar, la cui attenzione sarà attratta
dal concerto di Jeffrey Cochbrane e la sua band Dethdestro. Solo
il capitano Pirk potrà impedire che i Korg uccidano Cochbrane.
Dopo Star Wreck V, Torssonen e i suoi si dedicano a un’impresa titanica:
realizzare un lungometraggio in grado di competere qualitativamente
con un film cinematografico. Sette anni di lavoro, con
la collaborazione di centinaia di volontari: il 20 agosto 2005, Star
Wreck VI: In the Pirkinning viene finalmente presentato, ed è un
successo.
Il film prende le mosse dalla conclusione del precedente capitolo:
Pirk e altri due della Potkustart si trovano sulla Terra dei nostri
giorni e la loro nave è andata distrutta. Per uscire da questa situazione
e salvare l’umanità da future minacce interstellari, Pirk
decide di offrire il proprio “aiuto” alla Terra, fornendo le sue superiori
conoscenze tecnologiche, diventandone l’imperatore e avviando
la costruzione di navi stellari. Ma l’arretrata tecnologia
dell’epoca non consente a Pirk di espandere l’impero oltre il sistema
solare: la scoperta di un tunnel spaziale lo porta a pianificare
l’invasione di un altro universo, dove si trova la stazione spaziale
Babel-13 comandata dal Capitano Sherripie. Lo scontro tra
l’imperatore Pirk e il capitano Sherripie è inevitabile.
Il film, rispetto ai precedenti, va oltre la semplice parodia di Star
Trek, coinvolgendo anche l’universo narrativo di Babylon 5. E per
chi conosce entrambe le saghe, la risata è assicurata.
Il film è completamente scaricabile (gratuitamente) all’indirizzo:
www.starwreck.com, con tanto di sottotitoli. Sempre presso
lo stesso sito è possibile anche acquistarne il DVD.
In Italia il film è stato trasmesso via satellite in tarda primavera.
Il 9 Maggio 2006 è stato svelato il progetto relativo al prossimo
film, chiamato Iron Sky, che dovrebbe partire con un nuovo filone
narrativo, e vista la qualità di In the Pirkinning, ci sarà da aspettarsi
delle belle.











