Come è noto, Star Trek non conobbe subito il successo: la sua fama cominciò a crearsi solo dopo la cancellazione della serie stessa, grazie alle repliche trasmesse in syndication.
Gene Roddenberry era molto legato a questa sua creatura, e nel corso degli anni ‘70 lottò per poterla riportare in vita, e i suoi sforzi vennero ripagati con la produzione di Star Trek the Motion Picture, e la successiva rinascita ed espansione dell’universo Trek.
Roddenberry era intenzionato a non far svanire dai ricordi della gente l’Enterprise e il suo equipaggio, e quando si presentò la possibilità di realizzare una serie televisiva animata su Star Trek, la colse al balzo.
Vari studi d’animazione si erano proposti a Roddenberry per la realizzazione di una serie animata. Alla fine del 1972 la scelta cadde sulla Filmation di Norm Prescott e Lou Scheimer.
La Filmation, fondata nel 1963, era oramai una veterana dell’animazione televisiva, aveva realizzato, tra le altre, le serie animate di Superman e Batman, e sarebbe stata molto nota negli anni ‘80 con la serie Masters of the Universe. La qualità delle animazioni era molto giocata al risparmio, ma il progetto della società di Prescott e Scheimer era l’unico che garantiva a Roddenberry il pieno controllo creativo.
La serie venne acquistata per la trasmissione dal network NBC: sebbene la Filmation lo avesse presentato come un progetto adatto agli adulti, per una prima serata, la rete televisiva non lo valutò sufficientemente adatto e lo relegò nei programmi per bambini del sabato mattino.
D.C. Fontana si sarebbe aggiunta come produttore associato e story editor. Anche vari sceneggiatori della Serie Classica avrebbero dato il proprio contributo alla serie: David Gerrold
(che scrisse un seguito, “More Tribbles, More Troubles”, del suo episodio della Serie Classica, “The Trouble with Tribbles”), Chuck Menville, Len Janson e Stephan Kandel.
Il cast di Star Trek tornò al completo a dare voce ai propri personaggi. Inizialmente, per risparmiare sui costi, la Filmation prese in considerazione di non utilizzare le voci di
Nichelle Nichols (Uhura) e George Takei (Sulu). Grazie all’intervento di Leonard Nimoy (Spock), la Filmation tornò sui propri passi. Purtroppo ciò non avvenne per il personaggio
di Chekov, che non venne utilizzato per la serie, sempre per risparmiare sui costi. La decisione venne motivata sostenendo che il personaggio non faceva parte del nucleo originale, essendo apparso solo dalla seconda stagione in poi. Sembra che Koenig, per un disguido di comunicazione, non fosse stato informato della decisione, e lo venne a sapere solo da un fan a una convention di Star Trek. Per “risarcire” l’attore, gli venne offerto di scrivere la sceneggiatura di uno degli episodi: “The Infinite Vulcan”, che riprendeva il concetto delle guerre eugenetiche dell’episodio “Space Seed”, della Serie Classica.
Il costo dei singoli episodi raggiunse i 75.000 dollari (all’epoca si trattò della serie televisiva animata più costosa in assoluto), la maggior parte spesi soprattutto per le voci e il doppiaggio. Infatti l’animazione rimase sugli standard Filmation, realizzata molto in economia, con riutilizzo costante di più animazione possibile.
Il contratto iniziale con la NBC prevedeva sedici episodi, a cui ne vennero aggiunti altri sei, portando così la stagione a un totale di ventidue episodi. Nonostante il successo di critica, e un Emmy Award come miglior serie per bambini, la serie venne cancellata dopo la prima stagione.
Sebbene la serie non venga considerata parte del canone trek, ha anticipato alcuni concetti che poi sarebbero stati ripresi nei film e nelle serie successive. In “The Practical Joker” appare per la prima volta un ponte ologrammi (costante dell’universo Trek a partire da The Next Generation), mentre in “How Sharper Than a Serpent’s Tooth” per la prima volta viene mostrato un ufficiale nativo americano, molti anni prima della creazione di Chakotay in Star Trek Voyager.
E nell’ultimo episodio della serie, “The Counter-Clock Incident”, conosciamo anche il nome del primo comandante dell’Enterprise, il Commodoro Robert April.
E nonostante la serie animata non sia considerata canon, il nome di Robert April è stato inserito nell’enciclopedia ufficiale di Star Trek, e il suo volto è quello di Gene Roddenberry, come omaggio al creatore della saga.
La versione originale di questo articolo è apparsa come introduzione su Star Trek: the Gold Key collection volume 6, edito da Free Books nel marzo 2006.











